E’ vero che il nostro cervello non riconosce la negazione NON?

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Ecco un altro bellissimo mito in base al quale il nostro cervello non riconosce il non. È possibile questo? Pensaci…

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Se questo fosse non avresti capito un tubo di quello che ho scritto o lo avresti capito alla rovescia.
Oppure potresti andare dall’uomo più ricco d’Italia e chiedergli: “non darmi un milione di euro”- per vedersi consegnare come per incanto una valigetta piena zecca di centoni-. Bello vero?

Ci potremmo trasformare tutti facilmente in piccoli Mandrake dove con un po’ di convinzione basta usare il non in modo strategico per ottenere un sacco di belle cose.

Questa cosa la si sente spesso dire in alcuni corsi di crescita personale (o la si legge addirittura in certi libri) dove il formatore, per quanto bravo, conosce le neuro scienze come io conosco il cinese pretendendo così di dire come funziona esattamente il nostro cervello.

Da lì in poi partono tutta una serie di consigli per comunicare al meglio evitando di usare strategicamente il non.
Mettendo da parte simili e poco probabili pretese quale esempio viene portato per giustificare siffatto principio? Se ti dico: “non pensare a un elefante viola”! Cosa succede?

Che viene da pensare proprio a un elefante di colore strano.

Tanto basta a dare per scontato che il nostro cervello non riconosce il non.

Senza considerare che il processo di visualizzazione ha dei percorsi propri che si innescano indipendentemente dall’aver compreso o meno una qualunque affermazione, sia negativa che positiva.

Mi domando se chi sostiene simili affermazioni si farebbe operare invece che da un chirurgo con i fiocchi dai guaritori filippini, che sembrano mettere le mani nella pancia del povero paziente, senza considerare che purtroppo fanno ben altro.

Quando si parla di cervello e di mente è bene che la parola vada a chi studia e conosce bene come funziona il nostro cervello.

Chi conosce la materia bene chissà come mai non si azzarda neanche una volta a fare simili affermazioni, come il fatto che usiamo solo il 10% del nostro cervello.

Perché? Forse perché molto semplicemente non è vero? Guarda quante volte ho usato il non, sicuro che hai letto e capito bene il significato di tutte le frasi.
Vediamo cosa dice in merito il prof. Sergio Della Sala emerito neuro scienziato presso la Human Cognitive Neuroscience University of Edinburgh:

“Il cervello non é un agente che “capisce” ma è un insieme di tessuti biologici il cui compito è di produrre la mente.

Se il nostro sistema cognitivo non riconoscesse la negazione, questa stessa affermazione come un infinità di molte altre, sarebbero incomprensibili agli umani.

Non si tratta neppure di una “teoria”. Per teoria s’intende un insieme di assiomi che nel loro insieme formano un paradigma.

Ma neppure di un’ipotesi. E’ solo una sciocchezza che deriva dalla non comprensione del funzionamento della visual imagery (elefante). Il “cervello” allora non riconoscerebbe neppure le affermazioni positive, perché se affermo “afferra questo oggetto nella quarta dimensione” tu non sei in grado di farlo, quindi non hai capito… Non si può discutere di stupidaggini”.

Sono d’accordo con il prof. Della Sala.

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10 Comments

  • Piera Spagnolo

    Reply Reply 16 agosto 2014

    Sono un medico. Non specialista ma in grado di leggere questi articoli senza trovarmi continuamente in vicoli ciechi. Sono anche un trainer di PNL.
    Vorrei solo far notare che le “bufale” di Galileo si sono poi rivelate essere tutt’altro che tali. E che la scienza oscilla ciclicamente tra negazione ed affermazioni “fondate sui fatti” delle medesime “bufale”.
    Uno scienziato è un osservatore innanzitutto. Solo la distinzione tra bufala e verità allontana dalla vera scienza. “Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.” Renè Descartes (1596-1650)

    • Gianluca

      Reply Reply 17 agosto 2014

      Concordo! Grazie 1000

  • marcello zerra

    Reply Reply 26 gennaio 2015

    Penso che l’equivoco nasca dall’uso delle parole. Un esempio chiarificatore potrebbe essere il seguente: se un bimbo si svegliasse di notte piangendo e lamentando di aver sognato un grosso lupo cattivo sotto il letto non verrebbe tranquillizato dicendogli che “NON c’è nessun lupo sotto il letto…..” il bimbo non capirebbe la negazione ma si concentrerebbe sulla figura ‘negata’.
    Il nostro inconscio si sofferma più facilmente sulle immagini proposte che sulla negazione della stessa.
    dott. Marcello Zerra (psicologo)
    http://www.snodoconsulting.it

    • Gianluca

      Reply Reply 26 gennaio 2015

      Neuro immaging! Grazie per il commento dott. Zerra.

  • Milena

    Reply Reply 19 settembre 2016

    Io credo che quanto affermato da molti formatori, non siano i risultati o i consigli ma le premesse. Non è che non siamo in grado di capire le frasi negative… Semplicemente l’attivazione di un pensiero non voluto o di una frase da negare produce un “effetto amplificazione”. Tutto dimostrato da Wegner et al. (1987) e avvalorato successivamente dagli studi di Neuroimaging!
    Dott.ssa Milena Barone (Psicologa, laurea in Neuroscienze).
    http://www.psicologopadova-milenabarone.it

    • Admin

      Reply Reply 29 ottobre 2016

      Grazie per il suo contributo dott.ssa Milena.
      Molto interessante

  • Milena

    Reply Reply 19 settembre 2016

    Io credo che quanto affermato da molti formatori, non sia errato in toto. Quello che è sbagliato non sono i risultati o i consigli dati ma le premesse del discorso. Non è che non siamo in grado di capire le frasi negative… Semplicemente l’attivazione di un pensiero non voluto o di una frase da negare produce un “effetto amplificazione”. Tutto dimostrato da Wegner et al. (1987) e avvalorato successivamente dagli studi di Neuroimaging!
    Dott.ssa Milena Barone (Psicologa, laurea in Neuroscienze).
    http://www.psicologopadova-milenabarone.it

  • LucaGianni

    Reply Reply 22 febbraio 2017

    Buongiorno,

    Hai scritto “Aria Fritta” si dice in Puglia…
    Tre medici ti hanno corretto e spiegato il concetto della negazione e della amplificazione dell’immaging.
    Dovresti prima documentarti e poi riscrivere l’articolo e “non” far perdere tempo alle persone che incappano nel tuo fraseggiare senza senso o meglio ”Non utile” ops volevo dire “Inutile”!
    Un Lettore stanco di falsi scrittori!!!

    • Admin

      Reply Reply 21 marzo 2017

      Buona sera
      Infatti dici bene, il tuo commneto è aria fritta, come del resto si dice anche in toscana.
      Anch’io sono stanco dei falsi commentatori che peraltro confondono una umanista psicologa come medico.
      Io credo che non hai letto bene e l’ops finale lo dimostra.
      La valutazione del dott. Zerra, per esempio, si basa su una situazione particolare, il bimbo, l’incubo, ecc condizione molto diversa da
      quella forma di struttura della comunicazione che vorrebbe dare a intendere che se metto il non in posizione strategica, il mio messaggio
      passa più facilmente o mi fa ottenere dei vantaggi in termini di come influenzare gli altri con la mia comunicazione.
      L’effetto amplificatore che riporta la dott.ssa Milena, altro esempio, l’ho ripreso nel paragrafo del mio libro dove tutto l’argomento viene
      presentato in maniera molto più esaustiva.
      La dott.ssa Spagnolo dovrebbe sapere che la PNL, benchè abbia nel metamodello un ottimo strumento di comunicazione, per il resto non è una disciplina riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale.
      Nemmeno lo stesso guru della comunicazione ipnotica Joe Vitale, famossimo tra i cultori della PNL, crede a questa storia del non, almeno per come viene presentata e raccontata da certi formatori.
      Le conclusione non sono le mie ma del prof. Sergio Della Sala, docente di neuropsicologia sperimentale e direttore dell’unità di Human cognitive neuroscience dell’Università di Edimburgo.
      Una persona di massima competenza e autore di numerosi pubblicazioni scientifiche e divulgative.
      Ma chi lo sa? Forse sono falsi scrittori anche lui e anche Joe Vitale.

  • Alessandro

    Reply Reply 21 aprile 2017

    Bellissimo articolo e ancora di più gli approfondimenti dei vari dottori e psicologi che si sono posti nello spiegare alcuni dettagli in più sull’argomento.

    Argomento alquanto difficile da gestire pero possibile da gestire…

    io vorrei dare una mia opinione, che come tale, può essere screditata o commentata se in maniera costruttiva

    E vero che il nostro cervello è una macchina “infallibile” o meglio nella sua infallibilità farà tutto quello che gli viene propinato, che esso sia positivo o negativo non ha importanza, l’unica sua risposta è “ogni tuo desiderio è un ordine”

    E vero che il nostro cervello è una macchina da multi tasking eccellente, riesce ad elaborare diverse pile di strutture in contemporanea e velocemente

    quello che mi stupisce e che si parla di una lampada gia accesa… mi spiego meglio

    quando entro in una stanza premo un interrutore che chiude un circuito di corrente e permette di accendere la luce .. quasi in maniera istantanea, pero non andiamo a considerare quel momento che prende il nome di transitorio dove la corrente che attraversa i fili e la lampada avrà un andatura completamente diversa da quella della lampada accesa.

    ed ecco che riporto il tutto al nostro esempio e vero che il non viene elaborato dal nostro cervello e riusciamo tranquillamente a comprenderlo e farlo nostro (qui parlo della lampada accesa), nella comunicazione e nella crescita persona si adotta molto il potere delle frasi positive per un’altra ragione, essendo una macchina perfetta il nostro cervello immagazzina tutto cio che ci viene detto e se ripeti ad una persone che non è capace di fare una cosa con il passare del tempo questa persona se ne convince, e la macchina cervello ha funzionato alla perfezione

    nel momento transitorio invece, la negazione viene usata poco per un altro motivo. Nel momento transitorio il cervello percepisce ed elabora la frase in maniera positiva perche più facile da elaborare e in contemporanea come ben dici, elabora altre immagini afferrando tutto cio che ha gia imagazinato per capire al meglio la frase, in una seconda fase nega anche la frase (quindi parliamo di millesimi di secondi in una discussione veloce e non una discusione a lungo termine) mi spiego ancora meglio

    se ti dico di non pensare ad un elefante rosa come ben hai detto pensi all’elefante rosa e dopo pensi perche ho pensato ad un elefante rosa se ha detto di non farlo

    questo e solo il mio pensiero, sperando che possa essere utile a tutti e anche a me leggere i vostri futuri commenti costruttivi vi abbraccio a tutti

    Ale

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