Effetto Forer

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Calcutta e l’effetto Forer: perché puoi uscire di casa senza leggere l’oroscopo

L’effetto Forer, ispirato al celebre psicologo Bertram R. Forer, spiega come sia possibile rispecchiarsi nelle narrazioni offerte dagli oroscopi e credere che siano riferite meticolosamente a noi stessi. La vaghezza e la plausibilità, mostrate dai profili in questione, sono alla base di questa illusione collettiva. Sarebbe meglio, dunque, seguire l’esempio del cantautore indie Calcutta, che esce di casa la sera senza aver letto l’oroscopo.

Oltre a non aver lavato i piatti con lo Svelto per esprimere la propria libertà e ad aver disegnato una svastica in centro a Bologna, esiste anche un’altra importante azione commessa dal celebre – e altrettanto vituperato – cantautore italiano Calcutta: uscire di casa senza aver letto l’oroscopo.

Quest’ultima, però, a differenza delle altre, appare estremamente sensata e razionale. Non sembrerebbe casuale, per il nostro artista, alludere ad un fenomeno così popolare come la lettura delle previsioni astrologiche.

Paradossalmente – e in modo del tutto inconsapevole – forse la chiave del successo di Calcutta trova le sue stesse radici nel sentimento di fiducia collettiva riposto nell’oroscopo settimanale.

Effetto Forer

Ciò che risulta oramai innegabile è che l’‘arte povera’ di Edoardo D’Erme abbia soggiogato, ipnotizzandola, gran parte della popolazione italiana attraverso riferimenti vaghi e casuali alla vita quotidiana.

Questo meccanismo non è affatto distante da ciò che avviene nella stesura dei testi dedicati all’interpretazione del dialogo degli astri con gli esseri umani, Rob Brezsny e Paolo Fox inclusi.

Per spiegare meglio in che modo i giornali e la televisione – così come gli indovini e i cartomanti – abbiano dato per secoli l’impressione di poterci leggere dentro e di monitorare il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro, ricorreremo al celebre – e, purtroppo, mai abbastanza noto – effetto Forer.

Quest’ultimo, prendendo il proprio nome dallo psicologo novecentesco Bertram R. Forer, descrive il fenomeno secondo il quale qualcuno, dinanzi ad un profilo psicologico vago e generico, tende a credere che sia riferito meticolosamente alla sua persona, mentre potrebbe adattarsi a un numero molto ampio di individui.

Nel 1948, difatti, lo scienziato sottopose la sua classe di studenti a un esperimento. Per analizzare e monitorare gli strumenti diagnostici dell’epoca, decise di dimostrare come un individuo, posto dinanzi ad una descrizione della propria personalità, sarà abbastanza incline a riconoscervisi, per il semplice fatto di averne ricevuta una.

Dopo aver richiesto ai propri allievi di compilare il Diagnostic Interest Bank, esprimemendo le proprie aspirazioni, i propri hobby e alcune delle proprie caratteristiche, elaborò un profilo unico e lo distribuì a tutti i soggetti in esame, chiedendo loro di non divulgarlo ai rispettivi colleghi.

Non genererà alcun tipo di stupore, a questo punto, il risultato dell’esperimento.

Gli studenti, chiamati a valutare quanto si riconoscessero nel profilo, in una scala da 0 a 5, risposero con una media di 4,26.

La descrizione proposta da Forer tratteggiava questa personalità: “Hai molto bisogno che gli altri ti apprezzino e ti stimino eppure hai una tendenza a essere critico nei confronti di te stesso.

Pur avendo alcune debolezze nel carattere, sei generalmente in grado di porvi rimedio. Hai molte capacità inutilizzate che non hai volto a tuo vantaggio. Disciplinato e controllato all’esterno, tendi a essere preoccupato e insicuro dentro di te.

A volte dubiti seriamente di aver preso la giusta decisione o di aver fatto la cosa giusta.

Preferisci una certa dose di cambiamento e varietà e ti senti insoddisfatto se obbligato a restrizioni e limitazioni.

Ti vanti di essere indipendente nelle tue idee e di non accettare le opinioni degli altri senza una prova che ti soddisfi.

Ma hai scoperto che è imprudente essere troppo sinceri nel rivelarsi agli altri.

A volte sei estroverso, affabile, socievole, mentre altre volte sei introverso, diffidente e riservato.

Alcune delle tue aspirazioni tendono a essere davvero irrealistiche.”

Non è difficile riconoscere in questa personalità fittizia – e a tratti universale – lo stesso modello che viene spesso propinato da test della personalità non qualificati e da oroscopi di varia natura.

Sappiate che, sebbene vogliano parlare a voi, non stanno parlando realmente di voi. Il cielo stellato e i moti astrali possono raccontarci molte cose, ma di certo non come fare carriera nel lavoro o se è giusto lasciare nostro marito. In tempi che ci appaiono così incerti, una voce che ci dica cosa fare e qual è la nostra direzione ci rassicura: l’universo potrebbe non averci abbandonati.

Dovremmo, invece, abituarci a quello che Epicuro immaginava come il silenzio degli dei. Questi, proprio come le stelle, non si occupano di noi.

L’uomo, da sempre, è destinato a rimanere solo dinanzi all’ignoto e alla vastità del cosmo.

Quando guarderete dentro all’abisso, quindi, ricordate che l’oroscopo non guarderà dentro di voi.

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