Il cervello meritocratico

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Non c’è equità senza merito, parola de il cervello!

Il cervello non conosce le raccomandazioni è altamente meritocrativo, requisito fondamentale per il nostro progresso.

Se più persone ricevono compensi diversi per un lavoro a cui hanno contribuito in pari misura, si

attiva fortemente una particolare area cerebrale, il nucleo caudato, segnalando una tempesta

emotiva.

Il cervello

Il cervello

Se invece i compensi, pur essendo molto diversi, sono

proporzionali al diverso impegno dei partecipanti, l’area

rimane “tranquilla”, indicando una corrispondente tranquillità

del soggetto nell’accettare la distribuzione delle ricompense.

Per il nostro cervello, equità e meritocrazia sono quasi

sinonimi. A suggerirlo sono i risultati della ricerca condotta da

un gruppo di neuroscienziati e neuroeconomisti della

Norwegian School of Economics e dell’Università di Bergen e pubblicata sui “Proceedings of the

National Academy of Sciences”.

Molti studi hanno dimostrato che negli esseri umani il senso di equità inizia a svilupparsi molto

precocemente. Quando si parla di equità ci si scontra però con l’intrinseca ambiguità del concetto.

Se dico che una certa ripartizione delle ricompense è equa, posso infatti intendere tre cose diverse:

che sono state suddivise in parti uguali, che la loro ripartizione è proporzionale al contributo dato da

ciascuno per ottenerle, o, ancora, che la distribuzione ha tenuto conto del differente grado di

bisogno dei vari soggetti.

Le scienze aiutano ha capire la mente, continua a leggere l’articolo

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