Il metodo scientifico! Questo sconosciuto.

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Breve guida al metodo scientifico!

Conosci davvero il metodo scientifico?

Anche la scienza ha le sue regole. Ecco quali sono e magari non dimenticarle.

Spazzole antitutto e intrugli miracolosi, campi magnetici del pomodoro e ghiandole inventate per

adepti di un corso di ginnastica: la non-scienza della fantasia la trovi in versione buona,

ciancicata con parole rubate da fisica e biologia, e a volte impastata insieme a termini come

indipendente od orientale (come se in Cina non si usasse l’aspirina).

Oppure la trovi in versione cattiva, tipicamente preceduta dalla parola ufficiale, in uno scontro

inventato contro cose che con la scienza non hanno niente a che fare, come le cure a base di acqua

diluita in acqua e le sedicenti terapie al limone.

Il metodo scientifico

Il metodo scientifico

Eppure la scienza segue regole niente affatto misteriose, esposte nei sussidiari

come su Wikipedia.

Tipo. Si dice che il padre della scienza sia Galileo Galilei.

Questo perché Galileiè stato il primo a usare l’esperimento per mettere alla

prova un’ipotesi.

E l’esperimento è, da allora (siamo tra Cinque e Seicento), la base di qualsiasi cosa voglia vantare

l’etichetta di scientifica.

Non che Galilei sia arrivato dal niente, ma a lui dobbiamo dare il merito di avere, per primo, messo

nero su bianco il procedimento dell’esperimento.

E il procedimento è più o meno questo: si osserva un fenomeno naturale (un oggetto cade verso il

basso), lo si osserva di nuovo (oh, tutti gli oggetti cadono verso il basso: i grandi e i piccini!).

Si formula un’ipotesi (tutti gli oggetti cadono verso il basso con la stessa accelerazione), si fanno

misure e calcoli e si prova a vedere se l’ipotesi si convalida oppure no.

Era l’inizio di una rivoluzione, perché, oltre a capire come cascano le cose, stava nascendo un

sistema di sapere fondato sul dubbio e sulla prova, invece che sulla fede nell’autorità.

Prima, al contrario, valeva l’ipse dixit di Aristotele.

Cioè: l’aveva detto Aristotele? Era giusto, e basta. E tutti ad annuire, come allievi prudenti di fronte

a un professore rabbioso.

Continua a leggere questo istruttivo articolo su Wired.it

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