Intervista di Giulia Rossi

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OscuraMenteil nostro cervello tra mito e realtà

Gianluca Giusti con il suo libro OscuraMente, una giacca grigia, due mani da scrittore e un accento toscano che coinvolge. Gianluca Giusti, autore di OscuraMente – È vero che utilizziamo solo il 10% del nostro cervello? si è presentato così al pubblico del rinomato festival della Microeditoria di Chiari, andato in scena a villa Mazzotti il 7, l’8 e il 9 novembre, catturando l’attenzione di chi desiderava approfondire un argomento oggi molto diffuso e discusso: l’utilizzo del cervello umano.

OscuraMente

OscuraMente

Tema sul quale Giusti ha deciso di scrivere un libro innovativo, che scardina il mito comune secondo cui l’uomo sia in grado di utilizzare solo una minima percentuale del suo cervello.

1) Giusti, come abbiamo avuto modo di vedere nel corso del festival della Microeditoria di Chiari il suo libro OscuraMente ha riscosso molta curiosità e successo tra il pubblico, soprattutto giovane.

Come mai le è venuto in mente di sviluppare un tema così particolare?

Anzitutto grazie e un saluto a tutti i lettori. Il motivo è questo: si sente spesso dire di questa cosa secondo cui usiamo solo una minima percentuale delle nostre facoltà mentali, bene.

Ma chi lo dice? Forse la scienza ufficiale?

Ho cercato libri che parlassero di questo senza esisto, solo un paragrafo in un libro molto più ampio sui miti della mente in generale. Mi è sembrata una carenza importante quindi ho deciso di scriverlo io, e ho scoperto che…

2) Recentemente è uscito nelle sale cinematografiche italiane il film Lucy.

La protagonista dopo aver assunto una nuova droga potentissima riesce ad entrare in contatto con le parti del suo cervello fino ad ora mai raggiunte, sviluppando super poteri.
Questo film parte infatti dalla presunzione che gli esseri umani conoscano e sfruttino solo il 10% del cervello. Come, dove, e perché nasce quello che lei ritiene essere solo un “mito”?

I film sono finzione, nei film può succedere di tutto ed il loro bello è proprio questo.

La realtà è un’altra cosa.

Il nostro cervello e la nostra mente hanno ancora dei segreti e questo alimenta il mistero ma sono legati ad una condizione di normale fisiologia oppure, al contrario, di una fisiopatologia importante.

Se ci pensiamo bene mancano ancora cure definitive per il morbo di Parkinson o il temibile Alzheimer.

Ma anche il nostro sistema immunitario o neuro endocrino, per esempio, nascondono ancora molte cose, solo che non sono così affascinanti e intriganti come la mente.

Come stanno davvero le cose? Che parlare del 10% è come parlare del nulla.

Sono percentuali che non esistono, riprese da alcuni deduzioni approssimative fatte più di un secolo fa.

Nel libro spiego bene da dove arrivano queste percentuali.

Noi usiamo tutto il nostro cervello, se poi vogliamo chiamarlo 100% facciamolo ma è sbagliato.

Un uso limitato è invece legato come ovvio a malattie e traumi a dimostrazione di come sia errata e strumentale questa pseudo teoria.

Non esiste un solo neuro scienziato che sostiene questo mito, perché?

È vero però che alcuni, e qualche volta noi stessi, sembriamo usare molto poco del nostro cervello e facciamo cose che davvero non si spiegano ma questo è legato agli stati d’animo e al modo di reagire agli eventi, nel libro parlo anche di questo.

Lucy protagonista dell’omonimo film di Luc Besson

3) Nel suo libro OscuraMente lei afferma infatti l’esatto contrario rispetto a quanto ha voluto proporre al pubblico il regista di Lucy, Luc Besson, cioè che l’uomo stia già usando il 100% del cervello e che la teoria secondo la quale ne utilizziamo ancora soltanto il 10% sia errata.

Sulla base di che studi e ricerche confuta questa percentuale?

Ottima questa domanda perché permette di chiarire che il principio è inverso. È chi sostiene che usiamo solo il 10% che dovrebbe produrre studi e pubblicarli.

L’onere della prova spetta a chi vuol vedere riconosciuta la sua teoria e non viceversa.

Dovrebbe per prima cosa dimostrare chi è e cosa fa quella persona o soggetto che invece usa il 15%, il 39% o 72%.

Dirci finalmente cosa vuol dire raggiungere il 100% e in base a cosa è arrivato a simili conclusioni.

Se dico che ho scoperto che le foglie di mentuccia curano il cancro sono io a doverlo dimostrare, non posso dire: la mentuccia cura il cancro!

Dimostratemi il contrario.

Non funziona così, ovvero, funziona così solo nell’ambito delle pseudo scienze.

In ogni caso è la fisiologia a dimostrare che usiamo tutto il nostro cervello supportata dagli esami che servono a capirne il funzionamento e nel libro spiego bene quali. Sono le dimensioni a confermarlo, non esistono infatti aree atrofiche e senza segnali.

Se potessimo vedere il nostro cervello in azione sembrerebbe una discoteca anni ’70 con un continuo accendersi e spegnersi di segnali bioelettrici ed elettro chimici in flusso continuo.

4) Per ricordare ai lettori un reale ed effettivo sviluppo del cervello umano nei secoli, lei ha affermato: “Siamo passati dalla clava al tablet e dal camminare nella savana al camminare sulla luna”.

Considerando che la sua tesi sostiene che l’uomo riesca ad utilizzare già interamente il proprio cervello ci possiamo aspettare altri progressi della mente umana o siamo giunti a un punto in cui abbiamo già scoperto tutto?

Uomo sulla lunaEssere passati dalla clava al tablet vuol dire che il progresso è stato velocissimo e sta accelerando.

In termini umani può non sembrare ma in termini universali pochi milioni di anni sono come nanosecondi terrestri.

Non abbiamo scoperto tutto, per fortuna, e forse non lo faremo mai, l’uomo si estinguerà prima. Il fatto di non aver scoperto tutto è un vantaggio perché l’uomo nasce per questo, per farsi domande e trovare risposte, problemi e soluzioni.

Se avessimo scoperto tutto questo processo si fermerebbe e l’uomo perderebbe il suo scopo nel mondo, degraderebbe in breve tempo.

Giusto per fare un esempio, l’atomo è quel classico rompicapo dove per ogni risposta trovata seguono altre due domande a cui rispondere.

Si chiama progresso ed evoluzione e l’uno segue l’altra da sempre, un parallelo che ha portato appunto l’uomo dalla savana alla Luna. La Luna non è stata la fine ma un nuovo inizio in un rinnovamento continuo e inesorabile.

Marte è, come sappiamo, ancora lontano da essere calpestato da esseri umani, una volta arrivati lì non siamo che nel giardino di casa.

Dopo Marte c’è il resto del sistema solare, poi la Via Lattea, poi….Questo è il vero potere della mente, il resto è cinema.

5) È possibile che certi fenomeni di natura paranormale come piegare metalli o comunicare con gli spiriti siano dovuti a un uso maggiore che certe persone hanno della loro mente?

A tutti è concesso fare simili prodigi, magari imparando a usare di più il nostro cervello, o solo ad alcuni privilegiati?

In realtà non è concesso a nessuno!

In 120 anni di ricerca sui presunti fenomeni paranormali quando sottoposti a un serio controllo scientifico simili prodigi non si sono mai verificati.

Quello che invece si è scoperto sono i trucchi con i quali i sedicenti “psichici” piegano i cucchiai o comunicano con l’aldilà. Questo è un altro argomento molto affascinante che spiego bene in OscuraMente.

La cosa interessante poi è che quando non ci sono i controlli i fenomeni sono cento quando i controlli ci sono i fenomeni diventano zero.

Strano non è vero? Naturalmente sto parlando di controlli fatti da persone competenti in grado di capire tecnicamente come questi trucchetti vengono magicamente eseguiti.

Far volare un tavolino è molto più semplice di quello che si creda se il pubblico presente è predisposto a credere di poter comunicare con i propri trapassati.

La ricerca continua naturalmente, magari domani avremo un vero fenomeno paranormale certificato scientificamente quindi un nuovo super campo di ricerca che si apre agli scienziati.

Ad oggi però le leggi fisiche conosciute restano inviolabili e la ricerca segue altro genere di cose da scoprire che, tra le altre cose, reputo più utili e produttive.

Un ultimo concetto: tutto quello che abbiamo oggi, quindi il progresso, è frutto della scienza e della fisica conosciuta, nessuna invenzione o intuizione nuova è mai venuta nel corso di una seduta spiritica, telepatia o leggendo le carte.

6) Quindi possiamo affermare che il cervello non sia più un mistero? Il fatto di aver mappato interamente la nostra testa e la consapevolezza di conoscere anche ogni sua potenzialità non rischia di essere una teoria limitante?

E no!

Mappatura a parte di misteri ce ne sono eccome, ma il fatto (semplice o complicato) che di un organo non si conosca ancora tutto non ci autorizza a fare di quell’organo tutto quello che vogliamo.

Uno dei misteri più importanti è come da un rilascio chimico tra più neuroni nasca il pensiero quindi tutto quello che ne segue: personalità, genialità, carattere, creatività, sentimenti, consapevolezza, ecc.

E come queste siano così diverse da individuo a individuo.

Un altro è il rapporto mente corpo e come la nostra mente riesca a influire sul nostro stato fisico.

La nostra capacità di reazione agli eventi siano positivi e a maggior ragione negativi dipende molto da come organizziamo i nostri pensieri.

Perché alcuni vedono il bicchiere sempre mezzo vuoto e altri il contrario, perché somatizziamo certe malattie, abbiamo paura di tutto oppure cerchiamo proprio la paura per star bene cercando emozioni estreme stando sempre al limite.

Questo dimostra come non conti affatto la quantità ma la qualità di come usiamo la nostra mente.

Un altro ancora è tutta la patologia che affligge il nostro cervello e di cui, come detto, non abbiamo cure definitive.

Nessun limite!

Mente e cervello occuperanno le giornate delle neuroscienze per molti decenni a venire.

By Giulia Rossi

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