La filosofia del cuggino

Cuggino
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Il mio, mai definito o definibile cuggino, è uno strano personaggio che spesso ricorre per supportare tesi, teorie o verità mai definite.

Ma chi sarà mai ‘sto cuggino? E tu ne hai almeno uno?

Il cuggino è una figura mitica di importante rilevanza storica.

È notevolmente differente dal cugino, ovvero dalla persona unita da vincolo di parentela (in genere figlio di uno zio o di una zia).
Mentre con il cugino abbiamo passato indimenticabili giornate di gioco, scampagnate ed avventure d’infanzia, con il cuggino questo non accade.
Con lui si parla di terapia dei tumori, calendario vaccinale, diluizioni omeopatiche, conosce l’epidemiologia e l’immunologia più di un premio Nobel per la medicina, è esperto di tutto e per tutto ha la risposta, che è sempre drammatica.

Cuggino

Cuggino

Il cuggino sa che il vaiolo è stato sconfitto con limone e peperoncino e che le infezioni si curano con la guanabana (lo so, nessuno sa cosa sia una guanabana ma il cugggino lo sa).
Il cuggino non è per forza un parente e non per forza un amico, è una personalità evanescente, vaga, che ha quasi sempre un amico (l’amico del cugggino) anche lui esperto di problematiche mondiali e di economia sanitaria.

Quasi tutti i cugggini hanno curato un tumore con il bicarbonato di sodio.

Praticamente tutti avevano una malattia che lasciava 3 mesi di vita ma che, grazie ad un rimedio scovato su internet, sono sopravvissuti 97 anni.

Il cuggino non ha età, sesso, cittadinanza, vive dovunque, ha tutte le malattie esistenti, anche il vaiolo ormai scomparso dalla faccia della Terra, ha provato tutte le cure del mondo e tra una guarigione e l’altra ha il tempo di vedere un UFO, incontrare un alieno, parlare con un chi ha ucciso John Kennedy e salire su aerei che spargono scie chimiche.

Nonostante questo ha una sua vita privata ed una privacy da salvaguardare, tanto che se si chiede il nome o l’indirizzo, il cuggino, “per ovvi motivi”, non sarà mai rintracciabile.
Tutti abbiamo un cuggino, anche chi non lo sa ed il cugggino può avere esperienza in qualsiasi ramo dello scibile umano.

C’è il cugggino ingegnere, quello idraulico, l’economista ed il medico ma c’è anche il cugggino paziente, quello che guida auto di Formula 1, chi occupa un “importante posto nel governo” e chi gestisce aziende da milioni di dipendenti.

Il cugggino può riparare un rubinetto che perde come uno Shuttle che non riesce a decollare, decide le leggi e nello stesso tempo le cambia, muore diverse volte e se ha espresso il desiderio di donare gli organi, immancabilmente si sveglia e torna al lavoro.
Cuggini esperti nel trovare modi per non essere fotografati dall’autovelox, qualcuno è stato narcotizzato e si è trovato senza un rene nello sgabuzzino del barbiere, ci sono cuggini che dopo una notte di fuoco si sono accorti di essere stati derubati di tutto e nello specchio una scritta orrenda: “benvenuti nel mondo dell’AIDS”.

Queste strazianti avventure non accadono ad un cuggino qualunque ma a tutti i cugini, in tutte le parti del mondo.

Chi non ha un cuggino che andava all’università e durante un esame il professore ha lanciato il libretto dalla finestra?

E chi non ha quello che ha messo l’Aspirina nella Coca-Cola diventando una sorta di zombie in preda a delirio ed allucinazioni?
Il cuggino non ha neanche età o può cambiare da un giorno all’altro, non si spiegherebbero i cuggini che tornano dal viaggio e che aprendo la pianta esotica portata a casa scoprono che è infestata da migliaia di ragni velenosi e contemporaneamente gli stessi cuggini affettati dalle lamette incollate sugli acquascivoli.

Si potrebbe pensare che chi va in Indonesia e porti a casa una pianta esotica abbia un età già matura ed avanzata e questo mal si sposerebbe con un giro sull’acquascivolo con le braccia alzate.
Ci sono cuggini che hanno lavorato nei bassifondi di Calcutta, altri che sono stati fidanzati di Marilyn Monroe e che nei fine settimana facevano la controfigura di Brad Pitt.

Il cuggino quindi non ha un’età o un riferimento temporale, è sempre vissuto e sempre vivrà, ha però subito modificazioni fisiche e caratteriali con il tempo.

Uno dei cugggini più comuni degli anni ’70 era quello che pescava.

Da triglie da 5 metri a seppie capaci di affondare una portaerei, la figura del cugggino pescatore si è rarefatta con il tempo, oggi sono molto più comuni i cuggini malati, quelli infiltrati nelle istituzioni e, stranamente, i piloti di aereo.

Probabilmente si tratta di modificazioni genetiche indotte dalle onde elettromagnetiche dei telefonini, un cuggino del cognato del fratello del mio tabaccaio ha detto che è così. In medicina il cuggino è capace di qualsiasi miracolo.

Ha però un limite: non sarà inserito in nessuno studio né le sue imprese compariranno nelle riviste scientifiche.

Non vedrete mai un cuggino scrivere uno studio sulla sua capacità di curare la tubercolosi con l’acqua diamante né la sua fortuna di guarire dalla peritonite con l’omeopatia in 2 giorni, descritta in un case report.

Questo è abbastanza normale, la stessa persona che personalmente conosce il cugggino e che ne narra le avventure e le fortune non lo ha mai visto, non sa come rintracciarlo, a volte è appena partito per una battuta di caccia nelle Filippine, altre è impegnato in una tavola rotonda all’ONU per scongiurare la quarta guerra mondiale (la quarta, avete letto bene, perché la terza è iniziata e finita in due ore, combattuta dal cugggino che ha sconfitto tutti).
Nessuno ha mai visto con i suoi occhi un cugggino, nonostante chiunque, da professionisti a casalinghe ed impiegati, ne hanno sentito parlare.
Nessuno, in fondo sa se esiste davvero ma se chiedete a qualcuno, anche lui avrà un cuggino che esiste e che sta raccontando le sue esperienze a qualcun altro.
Il cuggino nasce semplicemente per dare credibilità ad una notizia incredibile.

Se dicessi di aver letto su internet che una persona è sopravvissuta per 3 anni senza mangiare, tutti penserebbero alla “leggenda”, ad una bufala come un’altra, se invece dico che è stato mio cuggino a sopravvivere quei 3 anni, la storia diventa più interessante, il cugggino lo conosco personalmente, posso aggiungere particolari alla vicenda, renderla più credibile ed affascinante, è incredibile…ma chissà…

Il cuggino in fondo è un bisogno dell’essere umano.

Fantasticare, inventare, immaginare, sono tutte esigenze del nostro cervello, un’evasione che ci concediamo per tanti motivi.

A volte per “stupire”, attirare l’attenzione, ravvivare una serata che langue, colpire chi ci ascolta.
Un cugggino lo abbiamo tutti e quindi tutti ci possono credere.
Un “peccato veniale” dunque che però ha un limite: è simpatico quando non induce il prossimo a scelte sciagurate o pericolose.

Il cugggino ci salva anche dalla diagnosi di millantatore: non siamo noi che stiamo inventando un fatto, è nostro cugggino, che ci possiamo fare?

Se però il cugggino è una figura divertente e spensierata quando avvista lo Yeti o il mostro di Lochness, diventa cupo e maligno quando si permette di parlare di salute.

Diventa insopportabile, non credibile, banale e provocatorio.

Per questo, se il cugggino è benvenuto per farsi due risate o lasciare gli altri a bocca aperta, è maledetto quando parla di malattie o guarigioni, cure o false cure, il cugggino, in fondo, sa che siamo degli stupidi e che crediamo a qualsiasi cosa egli dica.

Quel cuggino lasciamolo a casa sua, nella sua solitudine, avrà tante altre occasioni per farsi vivo, tanto non muore mai.
A Natale, invece, il cuggino vi giurerà che, da qualche parte del mondo, Babbo Natale è stato visto, esiste e porta i doni ai bambini.

In quest’ultimo caso lasciamo il cuggino fantasticare ed inventare storie, sognare non fa male, fa male crederci davvero.

Per il nuovo anno esercitiamoci quindi a non ascoltare i cugggini, impariamo a studiare, scoprire, conoscere e non a fidarci del primo parente che passa, è bellissimo volare con la fantasia ma chi vola troppo, se si schianta a terra si potrebbe fare male.

Leggi anche su Medbuncker.blogspot.it

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