L’omeopatia e i suoi miti

Omeopatia
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Quanti e quali sono i miti più diffusi dell’omeopatia.

Ovvero l’acqua venduta a caro prezzo e se l’acqua ha una memoria preoccupiamoci

Le medicine alternative sono un campo ricchissimo di miti e false convinzioni ed in fondo sono proprio queste che ne decretano il loro successo.

Omeopatia

Omeopatia

Chi le vende sfrutta i miti sulle “alternative” per alimentare un’efficacia che alla prova pratica non esiste, chi le usa spesso lo fa convinto di aver “letto da qualche parte” (o da aver “sentito da qualcuno”) che quella cura “funziona“.
La medicina alternativa più diffusa nel mondo è l’omeopatia, chi la usa, nella stragrande maggioranza dei casi, non sa realmente di cosa si tratta, è convinto di assumere medicine e principi attivi, pensa di curarsi quando invece effettua una cura a base di semplici caramelle di zucchero, tanto che gli è difficile accettare la realtà di quella che è venduta come medicina ed invece è semplicemente una pillola inerte.
Quali sono i miti più comuni sull’omeopatia?
1) L’omeopatia è sempre più diffusa
FALSO: La diffusione dell’omeopatia è dovuta al fatto che sono tantissime le persone alle quali è consigliato un rimedio omeopatico da conoscenti o direttamente dal farmacista.
L’omeopatia rappresenta meno dell’1% del mercato farmaceutico (in Italia) ed è meno venduta dei prodotti di bellezza e d’igiene in farmacia (con un lieve calo di vendite nell’ultimo anno).
La dimostrazione della poca affezione dei pazienti nei confronti di questa pratica è che non esistono farmacie che vendono esclusivamente prodotti omeopatici (non riuscirebbero a sopravvivere) e nel mondo sono sempre di più quelle che chiudono per mancanza di utili. Stessa sorte ad “ospedali omeopatici”, ormai in via di estinzione in nazioni come l’Inghilterra nella quale erano istituzioni solide del passato (l’ospedale di Bristol nel 2010 ha contato solo 470 visite ed ha chiuso, come quello di Londra) Pratica di “nicchia” fino agli anni ’70, ha conosciuto un boom legato alle campagne pubblicitarie virali delle industrie omeopatiche che però hanno visto scendere gli utili parallelamente all’aumento di consapevolezza sull’inconsistenza di questa pratica pseudoscientifica.
Le statistiche che periodicamente si leggono sui giornali usano termini vaghi per sostenere un presunto quanto inesistente utilizzo massiccio di omeopatia, ad esempio “il 7% degli italiani utilizzano prodotti omeopatici da soli o con i farmaci” senza far notare che se eliminassimo chi usa omeopatici associati alla medicina (quindi non si cura “solo con omeopatia”) la percentuale diminuirebbe sensibilmente rendendola simile a quella che conosciamo, bassissima.
2) L’omeopatia è dimostrata scientificamente, come la sua efficacia
FALSO: Non esiste uno studio scientifico serio che dimostri inequivocabilmente l’efficacia dell’omeopatia, mentre studi condotti con precisione ed accuratezza statistica ne dimostrano l’inefficacia (al massimo un effetto paragonabile al placebo).
I principi su cui si basa questa pratica, inoltre, sono contrari a leggi basilari della chimica e della fisica.
Prima di dimostrare l’efficacia dell’omeopatia quindi, bisognerebbe stravolgere le leggi cosmiche, cosa che fino ad oggi non è mai avvenuta.
Negli anni, inoltre, già le ipotesi di partenza (mai dimostrate) dell’inventore dell’omeopatia, sono state stravolte e trasformate per adattarle ai tempi (nell’epoca dell’invenzione dell’omeopatia gran parte dei concetti scientifici, a partire dall’esistenza dei batteri, erano sconosciuti) creando di fatto una nuova ipotesi senza però prendersi cura di dimostrarla. In parole povere un’ipotesi non dimostrata, modificata arbitrariamente con nuove ipotesi mai dimostrate.
Un esempio: oggi sappiamo che un granulo di omeopatia contiene solo zucchero.
Non esiste quindi pericolo di intossicazione o di “sovradosaggio” e per questo l’omeopatia non può avere effetti collaterali, è un cavallo di battaglia degli omeopati.
Ma Samuel Hahnemann, inventore dell’omeopatia sosteneva che una dose eccessiva poteva essere molto pericolosa e letale per chi la assumeva perché secondo lui quei rimedi un effetto lo avevano davvero.
Oggi, avendo i mezzi per capire che non c’è nessun effetto, gli omeopati hanno stravolto le stesse idee dell’inventore di questa medicina alternativa mantenendone i presunti effetti positivi e cancellando, chissà perché quelli ipoteticamente negativi.
3) L’omeopatia funziona sui bambini e sugli animali, è la prova che ha degli effetti
FALSO: Non vi sono studi scientifici ben condotti che mostrino un’efficacia superiore al placebo dell’omeopatia sugli animali o sui bambini.
Gli effetti talora osservati su queste classi di individui sono paragonabili all’effetto placebo, noto per funzionare anche sugli animali e sui bambini (persino sui neonati) o su un fenomeno conosciuto come aspettativa (i genitori si attendono un effetto da ciò che somministrano e qualsiasi beneficio, anche spontaneo, è attribuito all’omeopatia).
Molti degli effetti raccontati sono dovuti poprio a questo, malattie che passano da sole, malesseri banali, problemi che possono essere risolti semplicemente con pazienza e buon senso, sono “curati” con le caramelle omeopatiche che diventano automaticamente “autrici” del miglioramento.
4) Per essere omeopati bisogna essere specializzati
FALSO: Nell’ordinamento italiano non esiste la specializzazione (o la laurea) in omeopatia. Qualsiasi medico laureato ed abilitato alla professione può prescrivere rimedi omeopatici (e possono farlo solo i medici).
Esistono in tutti gli ordini professionali degli albi “speciali” che raccolgono i medici che si definiscono “omeopati”.
Per essere inseriti in questi albi bisogna aver frequentato particolari corsi di formazione accreditati.
5) L’omeopatia è più economica della medicina
FALSO: Se in apparenza i prodotti omeopatici sembrano costare meno di quelli farmaceutici, la realtà è ben diversa.
Mentre una medicina è frutto di anni di ricerche, esperimenti, costi tecnici ed umani, materie prime anche costose, l’omeopatia non evolve da 2 secoli e non contiene sostanze attive.
Nessun prodotto omeopatico deve dimostrare (per legge) la sua efficacia (e questo è un processo che costa tempo e denaro) ma soltanto la sua innocuità (che riguardando prodotti costituiti da sostanze inerti è praticamente sottintesa).
In questo modo i prodotti omeopatici sono enormemente più costosi di quelli farmaceutici, basti pensare ad un noto omeopatico per l’influenza il cui acquisto equivale a zucchero comprato a 2000 euro al kg.
6) L’omeopatia rispetta la natura
FALSO: Se si parte dal presupposto che qualsiasi industria inquina l’ambiente circostante, questo vale anche per le industrie omeopatiche.
C’è però una differenza: un’industria farmaceutica inquina per produrre farmaci con un’azione precisa, l’industria omeopatica inquina per produrre sostanze inattive.
Riguardo la sperimentazione animale, anche l’omeopatia la effettua ed estrae i principi attivi di partenza (che poi scompaiono nel prodotto finale) anche da animali (persino in via di estinzione) così come realizza esperimenti su di essi, un sacrificio quindi inutile e senza senso.
Le aziende omeopatiche più note sono multinazionali, anche quotate in borsa, esattamente come quelle farmaceutiche tradizionali, ammantarsi di un’aura di “naturalità” è l’ennesima operazione di immagine per consumatori poco attenti.
7) L’omeopatia è una medicina moderna
FALSO: L’omeopatia nasce nel 1800 e dalla sua nascita non ha avuto alcuna modifica né ha rivisto le sue nozioni iniziali che non hanno alcuna attendibilità scientifica, medica o sperimentale. L’omeopatia di oggi è la stessa di 2 secoli fa, quando non si conosceva l’esistenza di batteri e virus e l’origine delle malattie era un mistero.
In ogni caso, lo zucchero (che costituisce la componente unica di qualsiasi granulo omeopatico oltre la 12ma diluizione) oggi è identico a quello di 200 anni fa e non ha modificato il suo unico potere: dolcificare.
8) L’omeopatia cura la causa, non il sintomo della malattia
FALSO: È l’esatto contrario: l’omeopatia pretende di curare le malattie partendo dal sintomo e somministrando ciò che quel sintomo lo provocherebbe (in medicina invece si somministra ciò che elimina il sintomo, spesso eliminandone la causa), è uno dei dogmi dell’omeopatia: “il simile cura il simile“.
Il “rimedio omeopatico” (cioè il tipo di granulo da somministrare al paziente) si sceglie in base al sintomo che la “tintura madre” (la sostanza originale dalla quale poi si ottiene il prodotto finale) provoca sul paziente, indipendentemente dalla causa.
Per curare l’ansia si prescrive una sostanza che provoca ansia (di cui non vi è traccia nel prodotto in vendita).
Per esempio, per curare l’insonnia si usa il caffè (che ha effetto eccitante), per curare la nausea l’ipecacuana (pianta che provoca nausea) e così via.
Per l’omeopatia non ha importanza la causa: un raffreddore può essere causato da un batterio, da un virus, da un’allergia ed ogni causa ha una cura diversa, per l’omeopatia invece la cura si basa sul sintomo, indipendentemente dalla causa.
9) L’omeopatia non è pericolosa
FALSO: Se un prodotto è realmente omeopatico (cioè non contiene nulla) non ha una pericolosità diretta ma indiretta, distoglie cioè da cure efficaci e non tratta in maniera reale alcuna malattia.
In alcuni casi però sono definiti come omeopatici dei prodotti che il principio attivo lo contengono veramente e questo può causare (com’è successo) effetti collaterali gravi.
Un recente studio ha elencato le centinaia di vittime dirette o indirette dell’omeopatia e di ciò che si presenta come “omeopatico” ma non lo è.
10)  Nell’omeopatia abbiamo la certezza di ciò che compriamo
FALSO. Non essendoci nessun principio attivo in un prodotto omepatico di diluizione superiore ai 12CH, l’azienda produttrice può preparare il prodotto come preferisce, anche senza usare il principio attivo di partenza, visto che alla fine del processo questo sparirà del tutto.
Non esiste alcun mezzo (oltre al controllo diretto, visivo) per controllare se realmente il prodotto omeopatico è stato realizzato come descritto.
D’altronde nessun omeopata e nessuna persona al mondo potrebbe distinguere un granulo omeopatico (oltre la 12CH) da un granulo di zucchero, sono la stessa identica cosa. Non ci credete? Provateci.
10+1) I prodotti omeopatici contengono solo estratti di erbe e sostanze naturali
FALSO: Non contengono nulla.
I prodotti omeopatici (dalla dodicesima diluizione in poi contrassegnata con la sigla 12CH, ma probabilmente anche per quelle minori), contengono solo l’eccipiente che costituisce il prodotto: se l’omeopatico è venduto sotto forma di granulo lo zucchero, se liquido alcol o acqua.
Non vi è traccia di nessun principio attivo né sostanza curativa, in un granulo omeopatico oltre la 12ma diluizione (la maggioranza di quelli in vendita) non c’è niente oltre allo zucchero, è una piccola caramella.
Se per “sostanze naturali” si vuole intendere lo zucchero o l’acqua che costituiscono il prodotto, allora l’affermazione è vera.
In ogni caso, tra i presunti principi attivi omeopatici, si utilizzano prodotti di tutti i tipi, oltre alla presunta presenza di sostanze vegetali, tra gli ingredienti utilizzati vi sono sostanze come lo sputo di tubercolotico, sostanze che naturalmente sono elencate senza però mai apparire nel prodotto finito.
Esistono rimedi omeopatici che contengono pezzi del muro di Berlino, mercurio, raggi X o veleno di serpente: tutto “naturale”, certamente…
Il termine “naturale” è comunque abusato: l’aspirina, i chemioterapici, l’aria, l’acqua e qualsiasi cosa si produca è per forza di cose “naturale” e spesso è molto più “processato” ed industrialmente modificato un prodotto omeopatico di uno farmacologico tradizionale (diluire per 100 volte e spruzzare su granuli una tintura madre è un procedimento molto più “artificiale del confezionare flaconi di glicerina).
Per concludere, nonostante il marketing e Big Homeo provino a far passare la “medicina degli zuccherini” come pratica seria e scientifica, l’unico dato assodato fino ad oggi (dopo 200 anni dalla sua creazione) è che i granuli omeopatici con diluizione superiore alla dodicesima (indicata come 12CH) sono semplici caramelle di zucchero.
Le ipotesi alla base dell’omeopatia si basano su credenze e superstizioni ormai smentite che le permetterebbero di funzionare tramite effetti paranormali paragonabili alla stregoneria.
In base alle regole del commercio bisognerebbe capire come sia possibile vendere un prodotto che al suo interno non ha nessun principio attivo e soprattutto come possa essere permesso che un prodotto elenchi degli ingredienti che poi nessuna analisi e nessun mezzo di controllo potrà effettivamente riscontrare.
L’omeopatia è alternativa alla medicina come il tappeto volante è alternativo all’aeroplano.

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