L’Universo e l’incipit

Universo e incipit
0 Flares Filament.io 0 Flares ×

Un Universo troppo grande per essere così piccolo.

Che cos’è un incipit?

È l’inizio.

Quelle prime, cruciali frasi di un libro che diventano fondamentali per attirare l’attenzione del lettore.

Un flash che resta impresso, a volte per sempre.

Un paio di esempi: “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi…”.

Ti sono certamente bastate queste poche righe per riconoscere Alessandro Manzoni e la sua apertura de: I promessi sposi.

Un altro?

“Mentre stavo facendo colazione, nell’attimo stesso in cui il mio biscotto preferito non vedeva l’ora di tuffarsi nel più invitate dei caffè latte, mi sono chiesto quale sia stata la genesi di questa immortale teoria in base alla quale usiamo solo il 10% del nostro cervello”.

Questo invece sono io con l’incipit del mio primo libro: OscuraMente.

Universo e incipit

Universo e incipit

Ogni autore cerca di rendere questa parte iniziale la più intrigante possibile ed è quello che ho fatto, o meglio, ho cercato di fare anche per: Qualcosa non torna.

Apro con dei riferimenti alla luce e a Dio per poi proseguire con una conclusione ben lontana da quella che siamo soliti leggere.

Questo incipit però non te lo scrivo.

Se ti ho incuriosito puoi leggerlo nel mio libro e, lascia che te lo dica, non sarebbe male tu lo facessi, perché potresti restarne molto sorpreso.

Perché allora ti ho fatto questa premessa e cosa c’entra questa premessa con la grandezza dell’Universo?

C’entra come vedrai, perché tutto nasce da un comune denominatore che affligge la storia dell’uomo da millenni e purtroppo dura tutt’ora.

Il dare per scontato.

Dare per scontato è uno di quei mali che come tutti i mali ha anche dei lati positivi ma quest’ultimi restano la minoranza.

Il lato peggiore di quanto si entra in modalità: “dare per scontato” è principalmente evitare un fastidio.

Tradotto vuol dire la fatica di pensare, di fare analisi di approfondire. Perché?

Perché richiede impegno. Durare fatica? Chi ce lo fa fare?

Il lato positivo però è che ci fa guadagnare tempo.

Se do per scontato che a preparare la cena è mia moglie, perché questa e la nostra abitudine, non devo perdere tempo ad analizzare se è davvero lei che cucina, poi cosa cucina, se ha fatto la spesa, che cosa ha comprato, se le sono basati i soldi, ecc… niente di tutto questo.

Pensa che sollievo.

Torno a casa, mi lavo le mani e la cena è pronta. Buon appetito!

Diamo per scontato molte altre cose, che il pilota del nostro aereo ci porti sani e salvi a destinazione, che il chirurgo, chino sul nostro addome, operi in modo magistrale, ecc…

Questa modalità è così comoda che, a parte il primo semplice esempio che ti ho proposto, diventa ancora più invitante quando parliamo di tanti altri argomenti della nostra vita.

L’oroscopo (di cui ho parlato anche in un precedente articolo) è un must.

Diamo per scontato che lo Zodiaco sia qualcosa di reale o di vero e quando ci chiedono di che segno siamo, ci affrettiamo a rispondere, esattamente come quando ci chiedono il nostro nome. Diamo per scontato che il nostro segno abbia delle caratteristiche e per mantenersi coerenti, ci sforziamo di trovare in continuazione delle attinenze nelle varie situazioni della vita.

Se non le troviamo nel segno sarà il nostro ascendente a salvarci in corner.

Una sorta di salvagente a cui aggrapparsi a difesa della nostra personalità e sicurezza interiore.

Ma anche di opportuna giustificazione. È vero parlo troppo!

E prima di parlare dovrei anche pensare a quello che dico ma che vuoi farci, mica è colpa mia, sono del segno dei gioielli (nome fittizio per non irritare nessuno).

Noi gioielli, lo sai, siamo fatti così, arrangiati tu.

Senza pensare alle conseguenze di questa affermazione:

1) vuol dire che milioni di individui nel mondo sono fatti con lo stampino e tutti con quel difetto.

Non esistono più le variabili personali, comportamentali, ambientali, niente, siamo nati sotto quel segno quindi tutti con certe caratteristiche a prescindere.

2) debolezza di personalità.

Dal momento che l’astrologia è fuffa allo stato puro, il fatto di avere un difetto, più o meno esacerbato, fa solamente parte dello scibile umano ma su cui possiamo lavorare per migliorare noi stessi e il nostro carattere.

Spesso sento dire: io sono fatto così e non cambio (al massimo seguito da un sarcastico: mi dispiace)!

Come se fosse da deboli il provare a farlo, Ogni volta mi sembra di ascoltare le parole di un mentecatto.

Forse sarebbe più produttivo ascoltare frasi come: io sono fatto così e mi rendo conto che questo crea problemi a me e a chi mi ronza intorno, come posso fare per smussare un po’ gli angoli?

Già meglio non ti pare?

Almeno è un ipotesi di lavoro e se il soggetto si mette d’impegno magari renderà il suo difetto più accettabile migliorando allo stesso tempo i suoi rapporti con gli altri.

Come vedi non è c’è nulla di astrale, caso mai di mentale e di forza di volontà. Capire che l’astrologia è fuffa basta poco, serve solo un minimo di conoscenza.

Ma per conoscere serve metterci la testa e metterci la testa, come detto, costa fatica.

Poi questa conoscenza metterebbe in pericolo un intero sistema, quello dei puntali appuntamenti zodiacali sul settimanale da leggere dal parrucchiere o la diretta televisiva in prima serata, a fine dicembre, per le previsioni del nuovo anno.

Ma che scherziamo? Astrologia for ever!

Un’altra cosa su cui la modalità “dare per scontato” fa il pieno di partecipanti sono le religioni. Diamo per scontato che Dio abbia fatto determinate cose perché scritte nella Bibbia senza approfondire mai cos’è la Bibbia e che razza di cose abbia davvero fatto.

Approfondire questi argomenti invece non sarebbe una cattiva idea visto che di cose assurde la Bibbia è piena, assurde e molto spesso drammatiche.

Meglio fermarsi al drammatiche, per non dire altro, tanto che si resta esterrefatti al pensiero che abbiamo avuto origine dalla mente dell’unico dio.

Che i Vangeli siano la verità assoluta scritti, se non dagli apostoli, certamente da “cronisti” dell’epoca presenti materialmente ai fatti.

Senza voler mai approfondire che invece la nascita dei Vangeli non solo hanno un origine molto meno divina ma sono la sintesi (scritta), della sintesi (orale), della sintesi (orale), dell’ennesima sintesi (orale).

Diamo per scontato che le vicende o le azioni di Gesù siano quelle che ci raccontano da sempre o che vediamo nei film, quando invece la probabilità che siano andate davvero così è, per molti passaggi, semplicemente impossibile.

Si parla dall’inizio alla fine di Verità, per poi scoprire che già la città di origine, Nazareth, non è vera.

Chi mette mai in discussione la provenienza?

Nemmeno Zeffirelli, il regista del più bel Gesù mai rappresentato.

Eppure Nazareth è una città nata secoli dopo la nascita di Gesù.

Ebbene, se certa storia o certe storie si mantengono vive nel tempo, al di là della logica e della ragione è perché prevale il: dare per scontato.

Non esiste la differenza tra persone colte e meno colte, ricche o povere, è un appiattimento del pensiero che coinvolge tutti e nel caso della religione prende il nome di: fede!
Ma l’Universo allora?

È un esempio di questa modalità.

Indipendentemente dal credere a una Terra piatta o tonda, il mondo degli antichi era costituito da: la Terra, una cupola azzurra, un astro luminoso in movimento apparente, la Luna e tanti puntini luminosi (le stelle) ad abbellire il buio della notte. Dietro al telone blu dipinto di blu, Dio e il Paradiso.

Fine dell’Universo.

Ma l’Universo non è questo.

La Bibbia scritta da Dio dice tante cose, spesso da film dell’orrore, ma non dice nulla di cosa ci sia (eccetto il Paradiso) al di là della volta celeste.

Dio è il creatore di qualcosa d’immenso e si limita così nella descrizione della sua stessa opera? Forse per non complicare troppo le cose ha lasciato perdere, ma nemmeno Gesù ha dato segnali confortanti.

Il mondo ai tempi delle vicende del Messia era un fazzoletto di terra, e così è rimasto a lungo.

Tra i tanti suoi insegnamenti nessuno di natura geografica o astronomica, nessuna indicazione in più, niente.

Babilonesi, Greci, Maya, Atzechi, tutte civiltà che, seppur molto antiche, ne sapevano molto di più dello stesso Dio e del figlio.

Pensa che il moto di precessione degli equinozi è stato scoperto dal greco Hipparco 130 anni avanti cristo.

La Terra quindi è solo un pianeta di una galassia con miliardi di stelle, che già da sola è di proporzioni incredibili e va alla deriva insieme ad altre galassie con altri miliardi di stelle in un sconfinato Universo di quasi 14 miliardi di anni luce per giunta in espansione.

Qui entra di nuovo in gioco la modalità: dare per scontato.

Le proporzioni dell’Universo, la conoscenza del suo inizio e delle leggi che lo regolano non contano, quello che conta è che Dio concentri tutta la sua amorevole attenzione sulla Terra.

E tutto il resto? A che serve?

Un Universo largo e lungo 14 miliardi di anni luce per dedicarsi solo ed esclusivamente su un micro pianeta. Perché?
Le domande che nessuno si fa me le sono poste io e ne parlo in modo approfondito in: Qualcosa non torna-Riflessioni logiche sui misteri del mondo.

Cercheremo di capire il perché di tanta sproporzione e approfondiremo molto sulle vicende incredibili che partono dalla creazione fino ad arrivare alle azioni di Gesù.

Potrai leggere finalmente l’incipit che dà il via alla incredibile avventura di Qualcosa non torna, le differenze incomprensibili tra le varie religioni, il misterioso mondo del paranormale religioso e molto altro ancora.
Ah! Scoprirai, se già non lo sai, cos’è il moto di precessione degli equinozi.
Ti aspetto su: http://www.c1vedizioni.com/

Lascia un commento da Facebook

Leave A Response

* Denotes Required Field