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Memoria
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Otto difetti di memoria che ci possono ingannare.

Ricordare è una cosa affascinante, ma non sempre attendibile, la memoria è tutto fuorchè infallibile. A complicare le cose poi è il fatto che esistono alcune distorsioni molto ricorrenti per cui il nostro cervello «modifica» la realtà a proprio piacimento: ecco sette “abbagli” diffusi anche tra le persone perfettamente sane (per esempio il cosiddetto “bias di supporto della scelta”, per cui la memoria viene modificata in funzione di una determinata scelta che si intende compiere).

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  1. Ricordi personali (la memoria del singolo)

Il nonno era alto e biondo, no era piccolino con il naso aquilino; la zia sapeva fare benissimo i ravioli, ma no quella era la bisnonna.

Di solito succede in famiglia, quando si confrontano rimembranze d’epoca e si scopre che ognuno le ricorda a modo suo.

A tutti sarà successo di condividere un ricordo con un familiare e scoprire che la versione di ognuno è differente (tanto o poco che sia).

Chi ricorda una persona, un paesaggio una frase o un finale e chi ne ricorda un altro.

Chi ricorda solo i particolari entusiasmanti e chi solo quelli negativi e ancora chi si assume un ruolo al posto di un altro e dichiara, perfettamente in buona fede, di aver compiuto gesta al posto altrui.

E infine chi non ricorda nulla, o quasi, di un determinato accaduto.

Il giornale Medicaldaily elenca sette abbagli ricorrenti che può prendere la memoria.

2) Criptomnesia (il furto in buona fede)

Può accadere di scrivere una “nuova” composizione musicale e credere in buona fede che si tratti di una creazione originale, quando in realtà è un plagio.

Siamo allora davanti a un caso di criptomnesia, che genera appunto una copiatura assolutamente inconscia.

Richard Marsh, psicologo cognitivo dell’Università della Georgia, dichiara all’American Psychological Association: «Ogni sforzo creativo contiene un ricordo di quello che abbiamo vissuto in passato».

La criptomnesia è dunque un’alterazione della memoria per cui un ricordo può perdere, con il tempo, il suo carattere mnestico, e riaffiorare come fosse una creazione personale.

3) Distorsione da supporto della scelta (la memoria sceglie cosa ricordare)

Avete presente quando si tende a trattenere solo i ricordi che rafforzano una scelta?

Per esempio: abbiamo deciso di andare alle Hawaii a scapito della Florida e la nostra memoria conserverà, per supportare questa scelta, ogni ricordo vantaggioso di quell’esperienza, rimuovendo o tralasciando ogni ricordo spiacevole che darebbe ragione all’opzione differente.

In psicologia cognitiva questo si chiama “bias di supporto della scelta”: il ricordo di scelte effettuate in passato è migliore del ricordo di possibilità di scelta scartate.

4) Effetto cross-race (quando la memoria entra in confusione con le razze)

Ci sono persone particolarmente incapaci di ricordare individui di etnia differente e questo tipo di distorsione è particolarmente delicata nel caso di testimonianze e identikit.

In parte è fisiologico memorizzare meglio i tratti di una persona appartenente alla nostra stessa etnia e dunque con un viso più familiare, ma in alcuni casi la memoria, quando si tratta di ricordare il volto di una persona di etnia diversa, genera ricordi decisamente non attendibili e generici.

5) Memoria in rosa (gli effetti piacevoli)

Accade talvolta di trattenere solo i ricordi belli e di trasformare quelli meno rosei in ricordi entusiasmanti, minimizzando le esperienze negative.

Come se si rivivesse la realtà con delle lenti rosa, che ti fanno soffermare solo sui particolari piacevoli, omettendo, con l’abilità e la destrezza tipica della memoria, tutto quanto può turbare il nostro stato d’animo.

È un fenomeno psicologico che si nutre della nostalgia, modificando la realtà e filtrandola per poterla rivivere a proprio piacimento.

6) Effetto Google (se troppo facile è diffcile ricordare)

Si chiama “Google effect” ed è un problema molto attuale.

Si tratta della difficoltà a ricordare informazioni trovate con troppa facilità (come quando si fa una ricerca su Google per esempio).

Così come si accede facilmente e velocemente a informazioni di ogni tipo, avviene che questa mole di dati trovati senza sudore cadano con altrettanta velocità nel dimenticatoio.

La memoria è tanto più solida quanto più deve lavorare ed è nemica delle scorciatoie.

Quando si facevano le ricerche sulle enciclopedie, consultando manuali e libri fino allo sfinimento, si trattenevano le informazioni con maggior facilità, mentre la memoria al tempo di Wikipedia corre il rischio di essere labile.

7) Correlazione illusoria (distorsione e pregiudizio)

Si ricordano due eventi in correlazione, ma in realtà non è vero ed è una distorsione mnemonica tipica del pregiudizio.

È il caso di una persona che ha avuto un incontro negativo con una determinata razza di cane e tende a ricostruire due ricordi in modo distorto, mettendoli in relazione anche quando non lo sono. Esempio: ricordo un’esperienza negativa con un pitbull, mi ricordo di un giorno in cui sono stata morsicata da un cane, ricordo che quel cane era un pitbull (invece magari era un golden retriever).

8) Rigurgito di reminescenza (ma come fa il nonno a ricordarsi? Anzi no, a non ricordarsi)

Accade soprattutto alle persone anziane, in quell’epoca della vita in cui i ricordi autobiografici di vecchia data hanno il sopravvento su quelli recenti (e in realtà c’è un motivo profondo).

Può succedere di ricordarsi improvvisamente a memoria un verso della “Divina Commedia” studiato 60 anni prima, come se si aprisse per magia un cassetto che restituisce, vividi e freschi, ricordi che sembravano sepolti.

E magari poi si fa fatica a ricordarsi cosa si è mangiato a pranzo.

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