Si stava meglio quando si stava peggio! Siamo sicuri?

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Vediamo come stanno davvero le cose.

Si stava meglio quando si stava peggio è davvero un modo di dire.

Piuttoso inesatto a dire il vero.

La speranza di vita, alla nascita, nel 1880 era di 35,4 anni (condizionata dalla

mortalità infantile, le morti entro i 5 anni erano tantissime).

Incredibile, vero? Poi la svolta, successe qualcosa?

Cos’è che cambia veramente?

Perché nel recente 1974, un neonato poteva sperare di viverne 69 ed oggi in Italia la

speranza di vita è di 79 anni, è evidente che qualcosa ha migliorato le condizioni di

salute, evitato la mortalità infantile ed allungato la vita.

Nel 1900, avere 50 anni significava essere anziani, oggi si è ancora in piena attività e

vita.

Davvero allora si stava meglio?

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Nel 1863, in Italia, morirono nel primo anno di

vita 223.813 tra bambine e bambini, quasi l’1%

della popolazione italiana di allora! Nel 1887, in

Italia, morirono 829.992 persone per malattie

infettive e parassitarie (era la prima causa di

morte) e 152.576 persone morirono per malattie

di tipo respiratorio (soprattutto polmonite e

bronchite).

Riflettiamo un momento

Eppure i nostri avi non vivevano in mezzo allo smog, facevano una vita sana, non

sedentaria, mangiavano poco e soprattutto alimenti vegetali e non lavorati.

Non esistevano i fast food e nemmeno i medicinali ed i vaccini (gli antibiotici si diffusero dopo la II guerra mondiale).

Si viveva così come veniva, una malattia uccideva, un’infezione anche e se ti tagliavi

una gamba l’amputazione era tra le possibilità normali.

Eravamo poveri, malati e vivevamo poco e male, perché?

Il problema non era la mancanza di lavoro (ce n’era per tutti) ma la mancanza di pane,

disinfettanti, antibiotici, vaccini, la stessa anestesia, la chirugia erano pratiche

impossibili, si interveniva “naturalmente”, con quello che si aveva, dalle sanguisughe,

alle erbe, alle purghe e morire per malattia era la normalità.

Ma c’è qualcuno che rimpiange quei tempi e dice che “si stava meglio quando si stava

peggio” e con orgoglio dice di voler vivere “come una volta”, nessun problema, basta

lasciare le nostre città e vivere in pieno isolamento, senza supermercati, medicine,

termosifoni ed automobili. Semplice ed economico, chi non lo fa evidentemente non lo

vuole fare, chissà perché, forse perché non è vero che si viveva meglio una volta, forse.

Tratto da Medbunker

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