Ufo: chi entra e chi esce

Ufo
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Ufo!

Stephen Hawking è entrato davvero in un buco nero?

Migliaia di avvistamenti, foto, filmati, disegni, di persone disposte a giurare di averli visti, perfino di essere stati rapiti e poi?

Basta, per ora ci si limita a questo.

Allo stato attuale il menu offerto dagli Ufo non cambia, per altre pietanze, dobbiamo ancora aspettare.

Di fatto esistono esseri provenienti da questa o un’altra galassia che dopo aver attraversato, non si sa come, distanze di svariati anni luce invece di fare in modo di creare un proficuo, fraterno ma soprattutto tecnologico contatto che fanno?

Ufo

Ufo

Arrivano qui per?

Giocare a rimpiattino.
Vorrei far riflettere un attimo il lettore su un aspetto: quello delle distanze a cui aggiungere la velocità finita della luce.

Questa velocità vuol dire 300.000 km al secondo, quindi un secondo ed eccoci arrivati sulla Luna, sembra un sogno.

Certo potessimo viaggiare a questa velocità non saremmo mai in ritardo, ci potremmo anche permettere di alzarci tardi, di fare un po’ di code o perdere il treno tanto recuperiamo senz’altro. Le cose però non sono così semplici, per girare intorno casa questa velocità sarebbe fantastica ma per correre nell’immensità dell’Universo è lentissima.

La stessa luce solare per arrivare sulla Terra impiega 8 minuti luce, per arrivare su Plutone qualche ora luce ma già per uscire dal sistema solare 1 anno luce mentre la stella più vicina a noi 4,2 anni luce.

Vuol dire che potendo raggiungere il 99% di questa velocità anche arrivare su Proxima Centauri tra andata e ritorno circa 8 anni luce.
Ma su Proxima non ci sono pianeti con civiltà intelligenti da andare a conoscere quindi serve cercare ancora più lontano.

All’aumentare delle distanze, come vedi, questa velocità perde malamente colpi. Perché non si può viaggiare più velocità della luce?

Perché all’aumentare della velocità aumenta anche la massa dell’oggetto da spostare quindi serve sempre più energia.

Raggiunto il limite dato dalla velocità la massa diventerebbe infinita quindi servirebbe un energia infinita.

Certi effetti paradossali si verificano anche muovendosi alle nostre velocità solo che, essendo minimali rispetto alla velocità della luce, il sistema cambia di così poco che non ce ne accorgiamo. Serve allora qualcosa di parecchio più rapido e di più economico.

Di teorie in merito ne sono state fatte diverse ma tutte abbastanza strampalate come ad esempio piegare lo spazio.

Che vuol dire?

Hai presente un foglio di carta?

Finché rimane teso ha una lunghezza ma se lo pieghi e crei una onda o due lo accorci di ben oltre la metà.

Questa è la genialata per ridurre le distanze dell’Universo a quelle di una scampagnata.

È pur vero che la cosa sarebbe teoricamente realizzabile ma un conto è una formula matematica, un conto è invece creare un astronave funzionante con a disposizione un energia tale da creare una spinta in grado di piegare lo spazio davanti a se.
Saranno mai riusciti i nostri eroi alieni a produrre un astronave simile? Sicuramente sì, altrimenti che Ufo sarebbero.

L’altra è ancora più bizzarra, vale a dire infilarsi (sempre con un astronave naturalmente) in qualche buco nero, magari il primo che s’incontra, per uscire magicamente indenni da qualche altra parte.

Non persi chissà dove, giammai, ma sempre prossimi alla prevista destinazione.

Cerchiamo anche in questo caso di capire meglio.

Un buco nero non è un buco così come possiamo immaginarlo o un tunnel tipo quello della Manica.

Viene chiamato buco giusto per darli un nome ma è una forzatura della gravità così potente da attrarre e piegare la luce senza rilasciarla.

All’interno di un buco nero le leggi della fisica sono sospese, lo spazio e il tempo smettono di esistere.

Se già è difficile arrivare nei pressi, ancora di più sarebbe entrarvi dentro, impossibile invece uscirne.

Essere alieni non vuol dire per forza essere più furbi o immuni dalle leggi della fisica universale.
Un eventuale astronave che volesse per forza provare un ebrezza simile per prima cosa si ritroverebbe in un limbo dato dal fatto che in prossimità della velocità della luce e/o alla vicinanza di corpi di grande massa, il tempo rallenta quindi rimarrebbero sospesi un bel po’ prima di attraversare “l’orizzonte nero”.

Attimi eterni.

Poi una volta arrivato lo “slot” per entrare nel buco nero (sempre che arrivi) l’attrazione gravitazionale prima la stirerebbe come un calzino poi la disgraderebbe fino a ridurla in semplici atomi.

Non mi pare un viaggio esaltante. Successivamente gli atomi compressi dalla gravità inizierebbero a “sfregare” tra di loro rilasciando un rassicurante lampo gamma.

Che forse potremmo tradurre in un: mamma guarda come mi diverto, in lingua aliena.
Poi visto che nulla si crea e nulla si distrugge avremmo anche una bella astronave olografica che oltre a confermare i postulati fisici avrebbe dalla sua quella di abbellire il buco nero di un imponente (ex) attrezzo tecnologico.

Ma facciamo finta che invece da un buco nero si possa uscire.

L’astronave entra, resiste pavida a qualche scossone, e poi finalmente spunta fuori.

Si, ma dove?

A quanti anni luce di distanza?

Nella direzione che speravano gli alieni o spostati un po’ più a nord.

Prossimi all’Universo appena nato, catapultati ai suoi limiti visibili o alla tre quarti?

Poi c’è un altro problema: quello di tornare indietro.

Non stiamo parlando di una metropolitana che per quanto vasta è tutta ben collegata.

Sbaglio un treno? Pazienza.

Tempo qualche minuto e rimedio subito cambiando direzione e rimettendomi velocemente in linea con la destinazione finale.
In un Universo largo e lungo quasi 14 miliardi di anni luce gli alieni sono così forti da avere anche la mappa dettagliata dei buchi neri da poter entrare e uscire in qua e là come farebbe un vecchio londinese nel suo Tube?

Che vuoi che dica, crediamoci!

L’obiezione che a questo punto potrebbe arrivare è data però dall’ultima teoria di Stephen Hawking.

Che cosa dice il buon vecchio Stephen: “Che ciò che entra nei buchi neri può anche salvarsi e non scomparire del tutto”.

Se una cosa del genere lo dice uno del calibro di Hawking, che studia i buchi neri da tutta la vita dobbiamo metterci sull’attenti e ascoltare attentamente.

Vediamo allora come prosegue il suo ragionamento.

Specifica che le eventuali informazioni in uscita potrebbero finire in un altro universo e che “l’informazione delle particelle entranti viene restituita, ma in una forma caotica e non più utilizzabile.

L’informazione quindi, per qualsiasi scopo pratico, si perde”.
Alla fine della fiera che cambia?

Un ipotetica astronave entra, si ritrova neanche in questo ma in un altro universo per uscire ridotta come?

In una forma caotica e non più utilizzabile?

Se è questo il prezzo del biglietto, cari alieni state a casa.

Per ricapitolare in versione ottimistica: per gli Ufo l’Universo non ha più segreti, finalmente ci trovano e invece di mettersi finalmente in contatto con noi dopo aver rischiato l’inverosimile, che fanno?

Fanno solo una bella puntina.

Un giorno rapiscono un vecchino, un altro fanno un cerchio nel grano, un altro ancora attraggono sott’acqua qualche patino a largo del Triangolo delle Bermuda oppure se sono in forma smagliante rincorrono anche qualche aereo militare.

Poi via, chissà dove nella galassia.

O in un altro universo.

Tutto questo da decenni o forse millenni.
Ah! Se ti può interessare: dalla raccolta di oltre 50.000 testimonianze si evince che l’ora preferita dagli UFO per atterrare sul nostro pianeta è di preferenza la notte.

Cena pure con calma perché nella maggior parte dei casi il clou è tra le ventidue e mezzanotte.

Se vivi in città però è una disdetta visto che hanno un debole per le zone isolate.

Ma pur non facendo distinzioni di classi e mostrandosi a uomini e donne di ogni età, istruiti oppure analfabeti, grandi, piccini e perfino scienziati, la comunità scientifica internazionale comunque non giudica il fenomeno Ufo meritevole di grande interesse.
Un conto è credere nella possibilità di vita nell’Universo (e a questa ci credo) o di pianeti abitabili con condizioni più o meno come le nostre, un altro è agli Ufo così come ci vengono presentati da chi agli Ufo invece ci crede, come al cinema (e qui come avrai capito sono un pochino più dubbioso).
Ma il mondo degli Ufo non finisce qui.

Ci sono le presunte prove che le antiche civiltà avessero contatti frequenti con gli alieni (la fortuna sempre agli altri), poi i cerchi nel grano, le astronavi precipitate nel deserto (mai in città), il Triangolo delle Bermude, ecc..

Poi un paio di domande: ma gli Ufo, che instancabilmente arrivano da anni a farci tutte queste visitine, sono gli abitanti di un solo pianeta o invece, sono molte di più le civiltà aliene interessate a noi?

E se sono molte perché allora agiscono tutte con lo stesso modus operandi?

Ne parlo a lungo nel mio libro.
Bene, tratto di tutti questi argomenti affascinanti in: Qualcosa non torna- Riflessioni logiche sui misteri del mondo.

Ho dedicato molte pagine a questo filone misterioso che ti invito a leggere se vuoi saperne di più.
Ti aspetto su: http://www.c1vedizioni.com/

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